Marco Lorandi Bedogni Pietri

Per questo dobbiamo affrontare il suo percorso artistico con la consapevolezza di una sedimentazione espressiva, di fronte a queste opere non si può prescindere da uno spessore intellettuale che travalica l’illusione dell’apparenza. Solo così si può cogliere quel sofisticato percorso mentale, puro pensiero che segretamente dispone l’andamento di una linea fluida, morbida, sensuale o il peso “semantico” di un intreccio, tra vuoto e pieno.
Una labirintica avventura quella di Marco Lorandi e solo in essa egli pare trovare il luogo desiderato, il luogo dove la mente si perde e si ritrova nell’alveo del sogno e della contemplazione dell’enigma. Questo luogo è “nessun luogo”, la sua esistenza è invenzione dell’artista, è ricostruzione della visibilità a partire dalla fantasia o dalla memoria e sa supplire col molteplice virtuale alla mancanza del molteplice reale.
Storia e storie, in un articolato universo dove il singolare e il plurale si fondono in un continuo attraversamento di “territori” sempre dominati da un’alta componente di suggestione mitica. E di attraversamento in attraversamento appare la diversità di questa scultura che non è mai uguale a se stessa e acquista spessore, corpo proprio, al di là dei riferimenti “leggibili”, anzi, quasi a prescindere da questi. Si potrebbe parlare di astrazione impropria, fatta coi mezzi del proprio opposto, con la ricchezza dell’ornamento e dell’elaborazione formale. Opere in cui l’apparenza diventa sempre “trasparenza”, stato intermedio tra l’esteriore e l’interiore e quindi possibilità liminare di ambiguità, di mobilità tra le forme dell’immaginario.
La conclusione di questa duplicità non è mai l’annullamento dell’una nell’altra o la vittoria dell’una sull’altra, ma la loro composizione come volti di un Giano che afferma e nega confermando la molteplicità dell’arte capace di essere compresa oltre la confusione delle lingue, oltre l’annebbiamento della vista.
Come non citare la partita giocata con “La velata” (1999) che da inno alla bellezza del mondo islamico diviene aperta denuncia del perenne dominio maschilista, sovente “violento e barbarico”? Circolarità di lettura praticamente infinita: Lorandi, come un accorto stratega segue una linea tortuosa di confluenze confondendo volutamente la “pelle” del reale con la

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