Marco Lorandi Bedogni Pietri


Titolo: Carmina burana
Editore: CUT
Cittā: Bergamo
anno:

I "Carmina" esprimono l'esaltazione dell'esistenza al di fuori delle norme regolamentate dall'alto e gerarchicamente definite per gridare invece la gioia della vita nella sua brevitā e nell'affermare collettivamente il senso della lotta perenne tra vita e morte, tra letizia e dolore, tra carne e spirito, in una dimensione fortemente drammatica, che non risparmia perō l'impiego dell'ironia e della deformazione fino al grottesco. Tali canti possiedono giā "in nuce" la rivalutazione dell'esistenziale, come poi la nostra cultura moderna definirā a pieno diritto rispetto al metafisico, non per distruggerlo, ma per incanalarlo nella realtā del quotidiano. I "Carmina" trattano i temi eterni dell'esaltazione dell'uomo nella sua nascita, nel suo sviluppo e nel suo decadere in un rapporto sincronico e diacronico tra etā dell'uomo e della natura, in una continuitā ciclica che unisce l'uomo contemporaneo a quello primordiale, il vecchi al giovane, la primavera all'inverno, la vita alla morte, il rito pagano a quello cristiano. Questi temi, sviluppati attraverso l'azione teatrale, vogliono rappresentare l'accadimento come rituale, come iniziazione orfica e magica in cui lo spettatore č invitato ad entrare emotivamente e a sentirsi "iniziato" a rompere le barriere tra razionale ed irrazionale, tra normale e deviante, tra reale ed irreale, tra metafisico e materialistico, tra convenzione e trasgressione, tra Eros e Thānatos.